Il 2021 non può iniziare senza ottimismo.

La pandemia ha avuto un impatto economico e psicologico estremamente forte sulle aziende e sui consumatori. Se durante la prima ondata la reazione è stata positiva e sostenuta anche dall’ottenimento del Recovery Fund, la seconda ondata ha avuto l’effetto di un pugno nello stomaco proprio nel momento in cui ci si stava rialzando. Ecco perché al di là degli effetti economici su cui non è possibile agire, occorre concentrarsi sulla forza psicologica: la volontà di mettere in campo tutte le proprie competenze, le proprie capacità di problem solving e l’esperienza come se da oggi cominciasse un corso ispirato dall’energia positiva del nuovo. Perché sarà così.

Il 2021 non può iniziare senza innovazione e formazione.

Un’innovazione dei processi e dei metodi di lavoro che dipendono dal digitale, dal 5G, dall’intelligenza artificiale. L’innovazione digitale sta penetrando nel tessuto delle aziende coinvolgendo soprattutto il modo di comunicare con i clienti e con gli stakeholder. Non si tratta solo di adottare nuovi strumenti, ma di adattare la mentalità lavorativa ad una forma mentis digitale. Come succede spesso, cambiando la prospettiva del proprio modo di lavorare, ci si accorge di quante potenzialità economiche ci sono in quel cambiamento e di quanto inefficiente fosse il vecchio modo di lavorare, di quanto il vecchio ritornello “abbiamo fatto sempre così” fosse un alibi che frenava l’evoluzione di un business. Questa è più che una considerazione: è una certezza.

Il 2021 non può iniziare senza investimenti.

Ma come? Fare investimenti in un momento di recessione? No, non è follia. Sarà necessario. Tutti sappiamo che tra il 2021 e il 2023 il nostro Paese riceverà 209 miliardi di euro dall’Unione Europea. Non tutti sappiamo forse che il 20% dei fondi saranno destinati ad incentivare le “nuove tecnologie 4.0 nei processi produttivi e nella pubblica amministrazione e nella cittadinanza nel suo complesso”. Per quanto vaga, questa decisione si concretizzerà in circa 40 miliardi di euro a cui si andranno ad aggiungere altri 7 miliardi ricavati con lo scostamento di bilancio. Chi beneficerà di questi fondi? Ad esempio le imprese che mirano ad accelerare la transizione tecnologica attraverso la digitalizzazione e la formazione dei dipendenti. Occorre investire nella cultura digitale. Ricordatelo quando redigerete i vostri business plan.

Forse starai pensando che la parola “digitalizzazione” sia fumosa. Bene, è il momento di fare chiarezza e mettere in fila tutte le azioni e i benefici connessi alla digitalizzazione aziendale. Siamo certi che lo troverai molto utile.

In breve, la trasformazione digitale impatta positivamente sul tuo business perché serve a:

Il 2021 è non è l’anno cruciale. Di più.

È il momento in cui bisogna abbracciare il futuro, con fiducia e consapevolezza. Il 2021 è l’anno che farà da spartiacque fra il vecchio e il nuovo, fra ciò mostrerà resilienza e dinamismo e ciò che preferirà attendere e guardarsi indietro. Fra chi crescerà e chi invecchierà. Noi siamo convinti che già dall’inizio estate quando la pandemia avrà allentato la morsa, occorrerà farsi trovare pronti rispetto alle nuove esigenze del futuro. Perché il futuro si avvicina ad una velocità impressionante (sai che si sta parlando già del 6G?). Dunque, l’invito che facciamo ai nostri clienti è di tenere a mente nelle decisioni strategiche e nella compilazione del budget il triangolo magico che circonda il cuore pulsante di un’impresa che punta a costruire un inarrestabile percorso di cambiamento e di successo:

Ottimismo nella Visione
Innovazione della Cultura
Investimenti per la Digitalizzazione

Se ti occorre un supporto nelle tue scelte strategiche per il digitale sai che puoi contare sulla tua agenzia SpazioBianco.

Per seguire tutti gli aggiornamenti sui fondi destinati alle aziende e fissati dal Recovery Fund vi consigliamo di seguire il Piano Transizione 4.0 i seguenti siti:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/transizione40
https://www.mef.gov.it/tag/?tag=recovery%20fund
https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-recovery-plan/#

 

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