Sono stati condivisi da poco i dati Nielsen sugli investimenti pubblicitari in Italia nell’anno della pandemia. Non stupisce che ci sia stato un calo generale dovuto soprattutto al poco interesse da parte delle aziende a promuovere beni e servizi in una condizione di immobilità produttiva. Tuttavia, molte aziende hanno trovato più utile disinvestire in pubblicità sui mezzi tradizionali, lasciando pressoché immutati gli investimenti sui canali digitali.

Pubblicità 2020: -11%
Tv -9.5%
Radio -25%
Digital -2,1%
Quotidiani -16%

Considerando la decrescita economica (Pil -8,9%) e la conseguente caduta in picchiata degli investimenti in pubblicità, il digital rappresenta un caso unico di resistenza e di definitiva supremazia sul resto dei mezzi.

Il Web è stato per molte aziende medie e piccole una vera e propria scialuppa di salvataggio in un mare in tempesta. E-commerce, sponsorizzazioni sulle piattaforme social, pubblicità su Youtube, Spotify e Google hanno scongiurato la chiusura di diverse imprese. Queste hanno mostrato reattività di fronte alla crisi e hanno colto nella criticità un’opportunità di sperimentare e di innovarsi rendendosi più competitive e solide rispetto ai propri mercati.

Ad ogni modo, a parte le mirabili eccezioni di alcune aziende, tutti i settori privati hanno assistito ad un crollo delle quote di mercato così come riportato nel grafico:

Non tutto è perduto. La crisi che stiamo vivendo è molto particolare. Somiglia alla storia di un giocatore di calcio che ha talento, risorse, tecnica e fantasia. Che è pronto per scendere in campo, che è sempre stato bravo a segnare e a portarsi a casa belle vittorie. Ma gli hanno tolto il campo da gioco, lo spazio dove correre, divertirsi e segnare. 

È una metafora forse troppo semplice, ma spiega bene come non appena quel campo da gioco diventa disponibile, il giocatore comincia a correre e a vincere. Le aziende hanno bisogno di tornare in campo, riappropriarsi dei mercati, tornare a dialogare con i propri clienti, tessere relazioni con i fornitori. È esattamente quello che è successo a dicembre quando per pochi momenti è stato possibile tornare alla normalità. Quali sono stati i risultati?

Il mercato pubblicitario in Italia a dicembre 2020 ha chiuso con un incremento del 3,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Gli investimenti pubblicitari sono tornati a pompare tutti i mezzi (Tv, Stampa e Digital in particolare), rivitalizzando domanda e offerta e tamponando una crisi che sarebbe stata decisamente più profonda.